NELLE TUE MANI

NELLE TUE MANI

Nelle tue mani, il film diretto da Ludovic Bernard, segue la storia di Mathieu(Jules Benchetrit), quando un giorno nella confusione di una stazione di Parigi inizia a suonare un pianoforte a disposizione del pubblico. Il mondo sembra fermarsi, soprattutto per il direttore del Conservatorio Pierre Geithner(Lambert Wilson), che riconosce l’eccezionale talento di Mathieu. Ma la sua proposta non interessa il giovane che preferisce vivere di furti, messi a segno insieme a due suoi amici. Finché non finisce in arresto per un colpo andato storto.
Pierre propone uno scambio: gli eviterà la prigione in cambio di qualche ora di lavoro. Ma il vero scopo è prepararlo a un concorso nazionale di pianoforte. Sotto la guida dell’intransigente “Contessa” (Kristin Scott Thomas), Mathieu affronta una sfida che non riguarda soltanto lui, ma il futuro stesso del Conservatorio.

Il cinema francese degli ultimi anni ha presentato un vero e proprio sotto genere dedicato a chi, attraverso la cultura e la realizzazione in un ambito poco abituale nella propria famiglia, riesce a uscire dal contesto sociale delle banlieu multietniche che circondano Parigi. Un sogno in cerca di realizzazione è anche al centro della storia molto hollywoodiana di Nelle tue mani. Le mani sono quelle dell’adolescente Mathieu, piene di un talento allenato da bambino grazie alle sollecitazioni di un anziano vicino di casa. Ma le cose ora sono cambiate, da anni non può più esercitarsi, deve pensare a portare qualche soldo a casa, per aiutare la madre e il fratellino, mentre il padre non c’è più. Le sue giornate le passa più che altro a fare casino, e qualche furtarello, insieme ai suoi amici del muretto, decisamente lontani da ogni stimolo culturale, che non sanno della sua abilità con il pianoforte. Sarà però il direttore del Conservatorio a volerlo nella sua prestigiosa scuola, dopo averlo ascoltato casualmente suonare mirabilmente una mattina in uno di quei pianoforti a disposizione nelle stazioni.

Un mondo nuovo quello in cui entra Mathieu, che gli porterà una prima cotta e la complessità nel trovarsi a suo agio in un contesto così diverso dal suo, felpa col cappuccio sempre in testa.
Una storia nata per caso, da un viaggio del regista Ludovic Bernard – grande amante di musica classica e opera – che, partendo da una stazione parigina, ha visto suonare divinamente Chopin al piano un giovane che non rispondeva minimamente ai codici sociali del pianista.
Will Hunting soprattutto, ma anche Billy Elliot, sono stati i film che Bernard, anche sceneggiatore del film, aveva in mente come punti di riferimento mentre scriveva.
Il regista è all’opera terza. I due precedenti lavori sono entrambi del 2017. In passato è stato per molto tempo aiuto regista, lavorando in tre film al fianco di Luc Besson.

La scelta del ragazzo protagonista non è stata facile, ha richiesto un lungo lavoro di casting. Dopo aver provinato una cinquantina di pianisti fra i 25 e i 30 anni, hanno scelto di abbassare l’età e, una volta incontrato Jules Benchetrit, hanno pensato che fosse perfetto, nonostante non sia un pianista. Giovane attore ventenne fattosi notare negli ultimi anni, è figlio del regista Samuel Benchetrit (da poco sposato con Vanessa Paradis) e della sfortunata attrice Marie Trintignant, uccisa nel 2003 dal compagno musicista Bertrand Cantet. Jules è cresciuto quindi con il padre, ascoltando i consigli affettuosi del nonno, Jean-Louis Trintignant. Per prepararsi al film ha lavorato al piano per tre ore al giorno, per riprodurre la corretta gestualità.

Il direttore del Conservatorio è interpretato da Lambert Wilson, uno dei più apprezzati e poliedrici attori del cinema francese ed europeo. Parla molto bene anche italiano e inglese, ha lavorato nei sequel di Matrix, è stato nominato per sei volte ai premi César senza mai vincere, mentre nel 2015 ha ottenuto il Nastro d’argento europeo alla carriera.
La virtuosa del piano, insegnante dura ma sempre più affezionata al giovane Mathieu, è interpretata dalla bilingue Kristin Scott Thomas, prima e unica scelta per il ruolo.

Ennesima variazione sul tema della storia di Pigmalione, e di quella del talento artistico come via d’uscita dalla povertà e dalla periferia, Nelle tue mani accumula luoghi comuni, retorica e ovvietà, ma si dimentica delle regole base della scrittura di un copione: soprattutto di creare conflitti ai quali appassionarsi. Almeno c’è la musica: ma in un film che parla di pianisti e conservatorio, sbagliare anche quella sarebbe stato diabolico. (Federico Gironi – Comingsoon.it)
Leggi la recensione completa del film Nelle tue mani.

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