IL CORRIERE

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Il Corriere – The Mule, il film diretto da Clint Eastwood, vede protagonista l’ottantenne Earl Stone (Eastwood).
Costretto a chiudere la sua attività imprenditoriale, Stone si ritrova solo e senza soldi. La sua unica possibilità di salvezza sembra legata a un lavoro che gli viene offerto, un lavoro per il quale è richiesta unicamente l’abilità di guidare una macchina.
Il compito sembra dei più semplice, ma, a sua insaputa, Earl è appena diventato il corriere della droga di un cartello messicano.
Earl è molto bravo nel suo nuovo lavoro, talmente bravo che il volume di carico che trasporta aumenta sempre più, tanto che alla fine gli viene dato unassistente (Ignacio Serricchio), che ha il compito di aiutarlo ma anche di controllarlo.
Questi non è però l’unico a tenere d’occhio Earl: anche l’efficiente agente anti-droga della DEA Colin Bates (Bradley Cooper) tiene al centro del suo radar questo misterioso e anziano nuovo “mulo” della droga.
E anche se i problemi economici di Earl appartengono ormai al passato, gli errori commessi affiorano, portandolo a chiedersi se riuscirà a porvi rimedio prima che venga acciuffato dalla legge o, peggio ancora, da qualcuno del cartello stesso.

Nel film Laurence Fishburne e Michael Peña interpretano altri due agenti della DEA, mentre Dianne Wiest, Alison Eastwood e Taissa Farmiga sono rispettivamente l’ex moglie di Earl, sua figlia e sua nipote.

Con Il corriere – The Mule, una delle ultime leggende di Hollywood, Clint Eastwood (che quest’anno compie 89 anni) torna davanti alla macchina da presa a sette anni dalla sua ultima prova d’attore (quella di Di nuovo in gioco, nel 2012) e a dirigere sé stesso a undici dal bellissimo Gran Torino, del 2009. La storiache ha fatto tornare al vecchio Clint la voglia d’impegnarsi in questo modo è quella – vera e qui ovviamente romanzata dallo sceneggiatore del film, Nick Schenk – che venne resa celebre dal giornalista del New York Times Sam Dolnick in un articolo del 2014 intitolato “The Sinaloa Cartel’s 90-Year-Old Drug Mule”. Il pezzo raccontava la vicenda di Leo Sharp, un 87enne veterano della II Guerra Mondiale fermato e arrestato nel 2011 dalla DEA per traffico di droga. Sharp era stato avvicinato da alcuni lavoratori messicani quando ebbe difficoltà economiche con la sua azienda di orticultura che non riusciva a superare, e fu per dieci anni, fino al momento dell’arresto, uno dei migliori corrieri che il cartello di Sinaloa ebbe a disposizione, diventando una specie di leggenda. Dopo il processo, durante il quale la difesa chiese le attenuanti per una presunta demenza senile dell’imputato, Sharp fu condannato a tre anni di reclusione, ma ne scontò solo uno prima di essere rilasciato per motivi di salute. Morì per cause naturali nel dicembre del 2016 all’età di 92 anni. A interpretare il ruolo della figlia di Earl Stone (il nome del personaggio ispirato a Sharp) qui c’è Allison Eastwood, la vera figlia di Clint, che per la quarta volta lavora col padre, mentre è la seconda per Bradley Cooper, protagonista di American Sniper, cui Eastwood ha ceduto la regia di A Star is Born.

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