MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA'

TRAMA MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITÀ:

Momenti di trascurabile felicità, il film diretto da Daniele Luchetti, è liberamente tratto di libri di Francesco Piccolo e ha come protagonista Pif.

Lo yoga e l’Autan non sono in contraddizione?
La luce del frigorifero si spegne veramente quando lo chiudiamo?
Perché il primo taxi della fila non è mai davvero il primo?
Perché il martello frangi vetro è chiuso spesso dentro una bacheca di vetro?
E la frase: ti penso sempre, ma non tutti i giorni, che sembra bella, è davvero bella?
A queste, e ad altre questioni fondamentali, cerca di dare una risposta Paolo (Pif), cui rimangono solo 1 ora e 32 minuti per fare i conti con i punti salienti della sua vita.

PANORAMICA SU MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITÀ:

Momenti di trascurabile felicità nasce dal libero adattamento di due libri scritti da Francesco Piccolo, entrambi pubblicati con Einaudi: l’omonimo “Momenti di trascurabile felicità“, del 2010, e il suo sequel “Momenti di trascurabile infelicità“, del 2015. Sono libri in cui Piccolo, col suo stile autobiografico, leggero e ironico, propone al lettore spunti di riflessione che riguardano concetti importanti (come appunto quelli della felicità e della soddisfazione esistenziale) che vanno rintracciati nelle pieghe e nei dettagli della vita di tutti i giorni. Premiato con lo Strega nel 2014 con “Il desiderio di essere come tutti”, Piccolo si è occupato in prima persona della sceneggiatura del film, assieme al regista Daniele Luchetti, e la cosa non sorprende: oltre che scrittore, infatti, Piccolo è anche sceneggiatore, uno dei più attivi e premiati in attività. Ha iniziato a scrivere per il cinema nel 2002, quando ha co-firmato il copione di ben tre film: Paz! di Renato De Maria, My Name is Tanino di Paolo Virzì, e Nemmeno in un sogno di Gianluca Greco, a partire da un soggetto dello stesso Virzì. Col regista toscano, poi, Piccolo ha collaborato anche in La prima cosa bella e Il capitale umano (per entrambi vincendo il David di Donatello alla sceneggiatura), Ella & John e Notti magiche. Tra gli altri registi con cui Piccolo ha lavorato ci sono Nanni Moretti (in Il caimano, Habemus Papam e Mia madre), Silvio Soldini (Agata e la tempesta e Giorni e nuvole) e Francesca Archibugi (Il nome del figlio e Gli sdraiati). Da notare, in questo intreccio, che lo stesso Luchetti è stato in passato assistente alla regia di Nanni Moretti e che lacantante Thony, che in questo film interpreta il ruolo di Agata, ha esordito sul grande schermo proprio grazie a Virzì in Tutti i santi giorni.

CRITICA DI MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITÀ:

E’ un mare a cui abbandonarsi e in cui galleggiare placidamente facendo il morto a galla Momenti di trascurabile felicità, assecondando il continuo passaggio dal presente e al passato e ascoltando la voce cantilenante di un Pif che si muove in una Palermo dove la Mafia per fortuna non c’è. E’ lui il punto di vista di un film che sembrava impossibile realizzare e che invece ha una sua storia e dei personaggi ben costruiti. Regista e sceneggiatore li raccontano attraverso un cinema della leggerezza e la scelta di parlare dell’attimo prima di morire si rivela felice, perché dà al racconto una certa urgenza e un pizzico di malinconia, che però non è il dolce struggimento di alcuni brani dei libri di partenza. Se Piefrancesco Diliberto parla un po’ troppo – agli altri, allo spettatore, fuori campo – sono belli i silenzi e gli sguardi di Thony, alle prese con una donna concreta, dolce e mai isterica.

MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA’

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