TOY STORY 4

TRAMA TOY STORY 4:

Toy Story 4, il film d’animazione Disney Pixar diretto da Josh Cooley, vede Woody (Tom Hanks) e Buzz (Tim Allen) alle prese con un viaggio in compagnia di vecchi amici, inaspettati ritorni e nuovi arrivi come Forky, una forchetta trasformata in un riluttante giocattolo.

Woody ha sempre saputo quale fosse il suo posto nel mondo e la sua priorità è sempre stata prendersi cura del suo bambino, che si trattasse di Andy o diBonnie.
Quando Forky, il nuovo progetto scolastico di Bonnie trasformato in un giocattolo, si autodefinisce “spazzatura” e non giocattolo, Woody decide di mostrargli gli aspetti positivi di questa nuova vita. Ma quando Bonnie porta con sé tutta la banda di giocattoli in un viaggio con la sua famiglia, Woody fa un’inaspettata deviazione, che lo porta a ritrovare la sua amica scomparsa da tempo, Bo Peep.
Dopo aver trascorso anni per conto proprio, lo spirito avventuroso di Bo e la vita “on the road” hanno rovinato la sua porcellana.
Woody e Bo scopriranno che le loro rispettive vite come giocattoli sono ormai agli antipodi, ma presto si renderanno conto che questo è l’ultimo dei loro problemi.

PANORAMICA SU TOY STORY 4:

La gestazione di questo quarto capitolo di Toy Story, la saga animata che ha praticamente sdoganato il concetto di animazione in CGI nel lontano 1995, è stata piuttosto sofferta. Dopo Toy Story 3 nel 2010 sembrava che la serie fosse terminata definitivamente, ma già nel 2013 John Lasseter e Andrew Stanton, con la collaborazione di Pete Docter e Lee Unkrich, avevano partorito un soggetto e un trattamento per una “grande idea” che poteva legittimare un ulteriore atto della saga di Woody e Buzz.
Il film fu ad ogni modo annunciato ufficialmente solo nel novembre del 2014, e l’idea era che Lasseter avrebbe dovuto dirigerlo, dopo aver saltato Toy Story 3, progetto mandato avanti invece da Unkrich. Subito dopo Inside Out (2015), Lasseter nominò suo coregista Josh Cooley, cosceneggiatore e supervisore degli storyboard sul film di Docter. La trama era già grossomodo quella definitiva, e la sceneggiatura portava la firma di Rashida Jones e Will McCormack.
La produzione si è intrecciata alle vicende che hanno portato John Lasseter a lasciare il suo ruolo alla Pixar a fine 2017, ma va notato che l’autore aveva già consegnato al 100% le redini di Toy Story 4 a Cooley nel luglio del 2017, prima quindi che lo scandalo Weinstein avviasse il movimento #metoo, che avrebbe spazzato via Lasseter di lì a poco. Lo stesso allontanamento della Jones e McCormack, nonostante Rashida non si sia risparmiata in qualche critica alla Pixar per scarsa rappresentanza delle minoranze, avrebbe avuto come causa più che altro divergenze narrative. L’ultima stesura porta la firma di Stephany Folsom, che pare abbia riscritto due terzi del copione, pur rispettando la struttura di base della storia.
A 24 anni di distanza dal primo Toy Story, non è solo Fabrizio Frizzi ad averci lasciato (sostituito nella versione italiana da Angelo Maggi, nostro doppiatore ufficiale dell’originale Tom Hanks). La mascotte Pixar Bud Luckey, animatore recentemente scomparso a 83 anni, non ha potuto più doppiare Chuckles (apparso per la prima volta in Toy Story 3, da noi con la voce di un altro scomparso, Giorgio Faletti). A 90 anni è passato a miglior vita anche l’attore che aveva sempre doppiato Mr. Potato, Don Rickles, ma non è stato sostituito: la famiglia ha chiesto se fosse possibile ricostruire la sua performance utilizzando tutte le battute registrate per il personaggio nel corso di due decenni, tra film, cortometraggi, videogiochi, parchi a tema e giocattoli. Pare che l’acrobazia sia riuscita!

CRITICA DI TOY STORY 4:

Toy Story 4 è un film che nasce su un azzardo: riaprire una saga che il finale di Toy Story 3 aveva concluso nel migliore dei modi. I personaggi trasudano ancora simpatia, ritmo e caratterizzazioni sono curatissimi e non conoscono soste, l’avventura si appoggia sempre a una tenerezza sincera. Allo stesso tempo tuttavia i nuovi temi sono poco sviluppati, a favore di un’insistenza su messaggi e situazioni che abbiamo già vissuto. Alla fine la crisi che Woody cerca di nascondere sembra quella della Pixar: la difficoltà a dichiarare chiuso un capitolo del proprio percorso.

TOY STORY 4

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