MARTIN EDEN

TRAMA MARTIN EDEN

Martin Eden, il film diretto da Pietro Marcello, è una nuova versione cinematografica dell’omonimo romanzo di Jack London, pubblicato nel 1909. Protagonista è il giovane marinaio di umili origini Martin Eden (Luca Marinelli). Il marinaio salva da un’aggressione Arturo (Giustiniano Alpi), giovane rampollo della borghesia industriale. Per ringraziarlo Arturo lo invita nella sua abitazione di famiglia dove Martin Eden conoscerà e si innamorerà di Elena (Jessica Cressy), la  bella sorella di Arturo. La giovane donna, colta e raffinata, diventerà un’ossessione amorosa e il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. Martin inseguirà il sogno di diventare scrittore, a costo di sacrifici e fatiche affrontando i limiti della propria umile origine.  Influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden (Carlo Cecchi), si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e con il suo mondo borghese.

PANORAMICA SU MARTIN EDEN

Casertano, classe 1976, Pietro Marcello è uno dei nomi più noti e importanti del cinema art-house italiano. I suoi esordi sono legati al cinema documentario, che il regista ha sempre interpretato in chiave molto personale. Il suo primo lungometraggio si intitolava Il passaggio della linea, e raccontava dei treni espressi notturni che attraversano l’Italia e dei loro passeggeri; è stata poi la volta di La bocca del lupo, storia dell’amore tra un detenuto di Genova e una transessuale conosciuta dietro le sbarre, e del loro ricongiungimento dopo dieci anni, quando anche lui venne scarcerato. Vincitore del Torino Film Festival del 2009, e di numerosi altri premi, La bocca del lupo ineseriva chiari elementi di ricostruzione drammatica all’interno della forma documentaria, mentre documentari puri sono quelli che Marcello presentò al Festival di Venezia nel 2011: un lungo dedicato al regista d’avanguardia Artavazd Pelešjan, Il silenzio di Pelešjan, e un corto su Marco Bellocchio, intitolato Marco Bellocchio, Venezia 2011.
Il film successivo di Marcello, Bella e perduta, può essere considerato invece un film di finzione che nasce da elementi reali e documentari, quali il destino dei bufali maschi allevati nel casertano, che prendono però una piega fantastica e alchemica che lascia stupiti. Con questo suo nuovo film, Martin Eden, il regista adatta per il grande schermo, in maniera altrettanto radicale e personale, il romanzo omonimo pubblicato da Jack London nel 1909, che racconta la storia di un giovane marinaio che è innamorato di una ragazza dell’alta borghesia e che sogna di diventare uno scrittore, e che era i libro letto avidamente dal giovane Noodles in C’era una volta in America di Sergio Leone.
Marcello non è stato il primo a cimentarsi nell’adattamento di questo romanzo che tocca temi come le classi sociali, la rivoluzione industriale e la dialettica tra individualismo e socialismo: già nel 1914 fu prodotto un primo adattamento, diretto da Hobart Bosworth e interpretato da Lawrence Peyton. La versione più nota è però quella del 1942, di Sidney Salkow con Glenn Ford nei panni del protagonista. Nel 1979 fu invece Giacomo Battiato a dirigere per la RAI una miniserie tratta dal romanzo di London con Christopher Connelly a interpretare il ruolo principale.

CRITICA DI MARTIN EDEN

Pietro Marcello, alchimista del cinema italiano, gira il suo primo film di finzione, ma invece di moderare il suo stile per adattarlo a una narrazione tradizionale, lo esalta rendendolo perfettamente funzionale. Di autori liberi, ambiziosi e coraggiosi come lui ce ne sono pochi, e lo dimostra ambientando la storia scritta da Jack London in una Napoli senza tempo dove tutto il Novecento vive simultaneamente, ammiccando allo sceneggiato e superandolo, utilizzando i materiali d’archivio in maniera evocativa e profonda. Luca Marinelli è, al solito, bravissimo.

MARTIN EDEN

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