UN DIVANO A TUNISI

TRAMA UN DIVANO A TUNISI

Un divano a Tunisi, film diretto da Manele Labidi, è la storia della 35enne Selma Derwish (Golshifteh Farahani), giovane donna dal carattere forte e indipendente cresciuta insieme al padre in Francia, dove si è laureata in psicoanalisi. Decide di tornare nella sua città d’origine, Tunisi, per aprire uno studio privato, ma la Tunisia reduce dalla Primavera araba non è la Francia e forse non è ancora pronta a una donna psicoanalista. Ben presto Selma si scontra con un ambiente per nulla favorevole: i suoi parenti provano a scoraggiarla e il suo studio inizia a essere popolati dal pazienti eccentrici. È così che la donna si imbatte in pregiudizi, caos e ignoranza, che finora non aveva mai preso in considerazione.

CRITICA DI UN DIVANO A TUNISI

Opera prima di una regista di origine tunisina trapiantata a Parigi, è un film dichiaratamente ispirato alla nostra commedia all’italiana, che attraverso la storia di una giovane psicanalista di ritorno a Tunisi racconta un popolo che ha molta voglia di parlare e un Paese alle prese con il cambiamento della cosiddetta Primavera araba. Un film gradevole con una protagonista carismatica, che nonostante qualche ingenuità si fa apprezzare per il ritratto inedito che ci dà di una nazione a metà tra due mondi, colta in un momento di transizione.
Data di uscita:08 ottobre 2020

Genere:Commedia

Anno:2019

Regia:Manele Labidi

Paese:Francia

Durata:88 min

Distribuzione:BIM Distribuzione

Sceneggiatura:Manele Labidi

Fotografia:Laurent Brunet

Montaggio:Yorgos Lamprinos

Musiche:Flemming Nordkrog

Produzione:Kazak Productions

UN DIVANO A TUNISI

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